Tag: ottava rima
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La guerra di Carlo
La registrazione di Carlo Roncolini, mezzadro e poeta in ottava rima, racconta la sua partenza per la Grande Guerra. Come molti toscani, affidò ai versi la memoria degli eventi: un patrimonio orale diffuso, usato per narrare guerra, vita contadina e storia collettiva.
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Veronica Cybo Malaspina
La poesia narra in ottava rima la tragica storia di Veronica Cybo, sposa infelice tradita dal marito Jacopo. Accecata dalla gelosia verso Caterina, ordina la sua uccisione. Scoperta, viene isolata a San Cerbone, dove la leggenda la vuole ancora come spirito inquieto.
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La Madonna del Conforto
La Madonna del Conforto è simbolo profondo della devozione aretina: il 15 febbraio 1796 l’immagine annerita della Madonna di Provenzano divenne luminosa durante i terremoti, infondendo speranza. Il miracolo portò alla costruzione della cappella e a una tradizione ancora viva.
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La storia di Sandrone
Tra le colline toscane prende forma la storia di Sandrone, contadino garfagnino alle prese con padroni spigolosi e un somaro dal carattere indomabile. Un poemetto popolare che attraversa la vita rurale con ironia, fatica e una sorprendente umanità.
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L’ottava rima
Un viaggio nell’ottava rima: la sua metrica, i riti che l’hanno custodita, il contrasto poetico, le forme popolari come befanata, zinganetta e bruscello, le voci dei poeti e la fragile sopravvivenza di una tradizione che ancora pulsa nelle campagne toscane.
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L’elastico della memoria
Il testo indaga l’ottava rima tra poesia scritta e improvvisazione orale, confrontando l’opera dialettale di Rentocchini con la tradizione lirica e popolare. Riflette su lingua, creatività, comunità e sul valore politico ed estetico della voce poetica.
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Trent’anni ribollini
Il testo celebra i trent’anni della Rassegna di poesia estemporanea di Ribolla, ripercorrendone storia, valori comunitari ed etici dell’ottava rima, il ruolo della voce e della presenza, e presentando una selezione commentata di contrasti e poeti dal 2014 al 2019.
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La tipografia Salani
La storia di Giuseppe Mori, “contadino illetterato”, narra le origini della tipografia Salani, fondata nel 1862 da Adriano Salani, pioniera della stampa popolare. Il racconto si chiude col trasferimento in Viale Militare e cita anche Carolina Invernizio, autrice notissima.










