Transiti e Risonanze

Transiti e risonanze

Ci sono luoghi in cui la poesia non arriva: accade. Passa, lascia un odore, una scia di voce, un graffio di sillaba che non si ferma del tutto e non del tutto scompare. Transiti, appunto. Qui proviamo a seguirli: le curve lente di un canto, l’eco che rimane nelle mani dopo una stretta, la risonanza che una voce creaturale porta con sé quando attraversa una stanza, una piazza, un paese. In queste pagine raccogliamo quello che resta e quello che riparte. Riflessioni che nascono tra un endecasillabo e l’altro, recensioni che ascoltano prima ancora di leggere, appunti di viaggio tra improvvisazione poetica e tradizioni che non smettono mai di riaccadere. Non un archivio, non un diario: piuttosto un piccolo luogo di passaggio, dove le parole depositano il loro peso leggero. Qui convivono eventi e ritorni, studi e inciampi, memorie che si riaprono a ogni canto a braccio e interrogano il presente come si interroga un compagno di strada: con calma, con attenzione, con la certezza che ogni voce porta un pezzo di mondo e ogni mondo merita di risuonare. Benvenuti in questo spazio che non pretende di trattenere: preferisce ascoltare. Perché la poesia, soprattutto quella improvvisata, vive così—di transiti e risonanze. Consegnata al respiro, restituita al cammino. 

Illustrazione monocromatica in stile incisione che raffigura una scena fantastica: un nastro di spartito musicale fluttua sopra una piazza cittadina circolare, dove due braccia giganti emergono dal terreno per stringersi la mano. In alto a sinistra si intravede l'interno di una stanza arredata, mentre vari frammenti di carta arrotolati e foglie decorano il bordo dell'immagine.
  • Fior di limone

    Fior di limone

    Il libretto Salani «Stornelli sopra le gelosie d’amore» restituisce la voce popolare: brevi canti performativi che traducono emozioni in immagini corporee e rituali. Tra oralità e stampa, gli stornelli codificano norme affettive circolano come memoria collettiva e interrogano il rapporto colto‑popolare


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    Sergio, i poeti e i diari di San Gersolè

    Nei diari di San Gersolè i bambini raccontano la vita contadina toscana con voce autentica. Tra loro, Sergio Marzi narra una camminata notturna verso Grassina per ascoltare i poeti improvvisatori in ottava rima, restituendo un mondo semplice, vivo e ormai scomparso.


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    Il bicchiere della staffa

    La chiusura dell’ultima bottega di Casalino segna la perdita del cuore sociale del paese. Con la fine dei luoghi di incontro svaniscono relazioni, tradizioni e comunità. Il progresso e lo spopolamento svuotano i paesi, lasciando un’identità fragile e difficile da ricostruire.


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    L’elastico della memoria

    Il testo indaga l’ottava rima tra poesia scritta e improvvisazione orale, confrontando l’opera dialettale di Rentocchini con la tradizione lirica e popolare. Riflette su lingua, creatività, comunità e sul valore politico ed estetico della voce poetica.


  • Sull’onda del WFI

    Sull’onda del WFI

    Il saggio riflette sull’impatto delle restrizioni Covid sulla poesia estemporanea: le veglie virtuali hanno mostrato i limiti del mezzo digitale, incapace di restituire relazioni, gesti e interazione col pubblico, elementi essenziali della performazione poetica.