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  • La guerra di Carlo

    La guerra di Carlo

    La registrazione di Carlo Roncolini, mezzadro e poeta in ottava rima, racconta la sua partenza per la Grande Guerra. Come molti toscani, affidò ai versi la memoria degli eventi: un patrimonio orale diffuso, usato per narrare guerra, vita contadina e storia collettiva.


Poeta anziano con barba lunga improvvisa un canto in una stanza rustica, mentre due bambini e un adulto lo ascoltano divertiti; un gatto ruba del formaggio dal tavolo, e una vecchietta osserva la scena da dietro la finestra.
Il poeta improvvisatore (Scena immaginata e composta con l’aiuto di Microsoft Copilot, a partire da una descrizione originale.).
Un'incisione in stile rinascimentale generata dall'AI che raffigura due poeti estemporanei su un palco di legno al centro di una piazza affollata. La scena è circondata da edifici con portici, bancarelle del mercato, un frate e animali da cortile come un gallo e una capra.

Una pagina che racconta l’origine e il respiro di Lentopede.

Un'illustrazione in bianco e nero in stile incisione che raffigura un grande tavolo di legno rustico stracolmo di libri aperti, manoscritti, penne e strumenti da scrittura. Il tavolo è situato all'aperto davanti a un vasto panorama di colline e un cielo nuvoloso.

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Incisione monocromatica di uno studio d'epoca o ufficio, che mostra un tavolo di legno coperto da strumenti di scrittura e documenti. Sopra il tavolo si trova una mensola con una fila di libri rilegati e altri volumi appoggiati lateralmente, mentre due quadri incorniciati sono appesi alla parete.

Un punto d’appoggio quieto: appigli discreti che orientano il cammino e custodiscono il canto.

Illustrazione monocromatica in stile incisione che raffigura una scena fantastica: un nastro di spartito musicale fluttua sopra una piazza cittadina circolare, dove due braccia giganti emergono dal terreno per stringersi la mano. In alto a sinistra si intravede l'interno di una stanza arredata, mentre vari frammenti di carta arrotolati e foglie decorano il bordo dell'immagine.

Voci in transito, risonanze poetiche, appunti tra improvvisazione e memoria. Uno spazio che ascolta più che trattenere.

Incisione monocromatica di un paesaggio fluviale sereno con un uomo che cammina lungo la riva. Un grande albero frondoso domina il lato destro, mentre una distesa d'acqua calma e colline lontane completano lo sfondo sotto un cielo parzialmente nuvoloso.

Parole in cammino: frammenti, tentativi, intuizioni che cercano un ritmo. Testi che nascono senza fretta e risuonano a modo loro.

Incisione in bianco e nero che mostra una serie di ritratti maschili in medaglioni ovali, disposti in modo sovrapposto in primo piano. Sullo sfondo, un ampio paesaggio fluviale o costiero è animato da piccole figure che passeggiano lungo la riva sotto un cielo nuvoloso.

Voci che restano in filigrana: poeti estemporanei, memorie vive, presenze che continuano a risuonare nel cammino.

Un'illustrazione in bianco e nero in stile incisione che mostra un grande tavolo di legno rustico coperto di libri aperti, manoscritti, penne e strumenti da scrittura. Il tavolo è posizionato all'aperto, con un vasto paesaggio collinare e un cielo nuvoloso che si estendono sullo sfondo.

Un crocevia di passi e parole: appunti e pensieri in transito che trovano un attimo di respiro.

L'immagine rappresenta un ufficio postale immaginario della fine del XIX o inizio XX secolo. Gli uomini indossano divise e berretti che richiamano lo stile dell'epoca, ma alcuni dettagli fisici e delle mani (comuni nelle generazioni AI) appaiono leggermente distorti o innaturali.

Un piccolo spazio per scriverci, se vuoi entrare in dialogo con noi.

Un'incisione in bianco e nero che raffigura due uomini seduti l'uno di fronte all'altro su blocchi di pietra. Tra di loro tengono tesa una lunga striscia di carta intrecciata a forma di doppia elica o simbolo dell'infinito. Sullo sfondo si scorgono nuvole, vegetazione e un edificio classico.

Un luogo per avvicinarsi all’arte dell’ottava rima improvvisata


  • La guerra di Carlo

    La registrazione di Carlo Roncolini, mezzadro e poeta in ottava rima, racconta la sua partenza per la Grande Guerra. Come molti toscani, affidò ai versi la memoria degli eventi: un patrimonio orale diffuso, usato per narrare guerra, vita contadina e storia collettiva.

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