Cantieri Ambulanti di Narrazione Trasversale e Oralità
Ci sono libri che nascono da una ricerca teorica e libri che nascono dall’esperienza. C.A.N.T.O. – Cantieri Ambulanti di Narrazione Trasversale e Oralità appartiene a entrambe queste categorie. È il risultato di anni di laboratori, incontri, osservazioni, letture, pratiche educative e percorsi condivisi con persone diverse per età, provenienza e contesto.
Ma prima ancora di essere un libro, C.A.N.T.O. è una domanda: che cosa accade quando alcune persone si fermano, si dispongono in cerchio e decidono di ascoltarsi davvero?
In un’epoca in cui comunichiamo continuamente ma spesso facciamo fatica a costruire relazioni profonde, questa domanda è diventata per me sempre più importante. Da qui nasce il desiderio di raccogliere in un unico volume pratiche, riflessioni e strumenti capaci di riportare al centro la voce, il racconto e l’ascolto.
La voce come presenza
C.A.N.T.O. non è una scuola di canto. Non è un corso di poesia. Non è un manuale tecnico per attori, performer o improvvisatori. La sua proposta è diversa. Il libro considera la voce come una presenza da abitare e non come uno strumento da perfezionare. Attraverso il corpo, il respiro, il racconto, il ritmo e l’immaginazione, ogni persona viene invitata a riscoprire capacità che già possiede e che spesso rimangono inutilizzate o dimenticate. La voce che ci accompagna ogni giorno, le storie che custodiamo, la memoria dei luoghi, i canti ascoltati nell’infanzia, le immagini che affiorano spontaneamente nella mente: sono queste le materie prime del percorso.
Non servono competenze particolari. Non serve essere artisti. Occorre soltanto la disponibilità a partecipare e ad ascoltare.
Un metodo fondato sulla relazione
Uno degli aspetti che più caratterizzano C.A.N.T.O. è l’attenzione alla dimensione comunitaria. Il libro nasce infatti da una convinzione semplice: la narrazione non è mai un gesto completamente individuale. Ogni storia trova compimento nell’ascolto di qualcun altro. Ogni parola produce significato dentro una relazione. Per questo il cuore del metodo è il Cerchio. Non soltanto una disposizione delle persone nello spazio, ma un vero e proprio patto fondato su ascolto, rispetto reciproco, non giudizio e responsabilità condivisa. Nel cerchio tutti possono prendere parola e tutti sono chiamati ad ascoltare. La voce di ciascuno vale quanto quella degli altri. In un tempo che privilegia spesso la competizione e la velocità, il cerchio propone una logica diversa: rallentare, ascoltare, costruire significati insieme.

Cosa contiene il libro
Il volume raccoglie decine di pratiche operative dedicate alla voce, al corpo, all’immaginazione poetica e alle strutture narrative. Si passa da attività dedicate alla costruzione della fiducia e dell’ascolto a esercizi di improvvisazione, narrazione collettiva, memoria orale, poesia estemporanea e ottava rima. Ogni scheda è accompagnata da obiettivi, materiali, durata, procedura, varianti e indicazioni per il facilitatore.
Tra le attività presenti si incontrano percorsi come:
- Ascolto Radiale;
- Il Nome che Risuona;
- La Storia che Viaggia;
- Custodi di Storie;
- La Costruzione del Mito;
- Le Mille e Una Notte;
- Ottava Rima a Staffetta;
- L’Ottava del Cerchio.
Le pratiche possono essere utilizzate singolarmente oppure organizzate in percorsi più ampi a seconda del contesto e delle esigenze del gruppo. Il libro non vuole essere un repertorio chiuso. Piuttosto, un cantiere aperto che invita educatori, insegnanti, facilitatori e comunità a continuare il lavoro iniziato.
Ninnenanne, cura e relazione
Una parte significativa del volume è dedicata alle Ninnenanne per neomamme, un percorso rivolto a genitori, caregiver ed educatori. In queste pagine la voce viene esplorata nella sua funzione più originaria: quella della cura. Le ninnenanne non vengono proposte come semplici canti per accompagnare il sonno, ma come strumenti di relazione, rassicurazione e costruzione del legame. Attraverso attività dedicate all’ascolto, alla presenza, alla respirazione condivisa e alla creazione di canti personali, il libro invita a riscoprire il valore della voce come gesto quotidiano di attenzione e vicinanza.
C.A.N.T.O. e il Gioco dell’OCAnto
Insieme a C.A.N.T.O. è nato anche il Gioco dell’OCAnto, un progetto dedicato alla memoria, all’oralità e alla narrazione condivisa che oggi dispone di un proprio portale online.
Libro e gioco non sono stati pensati come percorsi separati. Sono nati contemporaneamente e condividono la stessa visione culturale e pedagogica. Entrambi si fondano sull’idea che le persone custodiscano un patrimonio prezioso di storie, ricordi, parole, canti, tradizioni e conoscenze che meritano di essere ascoltati e tramandati. Nel libro questa visione prende forma attraverso pratiche, attività e riflessioni; nel gioco diventa esperienza diretta. Una partita dell’OCAnto può far emergere un proverbio dimenticato, una ninna nanna di famiglia, il ricordo di una festa di paese, la storia di un mestiere scomparso o semplicemente un’immagine nata dall’immaginazione dei partecipanti. Ogni contributo diventa parte di una memoria comune che il gruppo costruisce e custodisce insieme. Per questo considero C.A.N.T.O. e l’OCAnto due espressioni dello stesso percorso. Uno offre gli strumenti. L’altro li mette in cammino.
Perché ho scritto questo libro
Ho scritto C.A.N.T.O. perché continuo a credere che la parola abbia un valore che va oltre la comunicazione.
Credo che l’ascolto sia una competenza che può essere coltivata.
Credo che le tradizioni orali possano ancora offrirci strumenti importanti per comprendere il presente.
Credo che raccontare insieme sia una forma di apprendimento, di partecipazione e di costruzione della comunità.
Ma soprattutto credo che ogni persona possieda una voce e che ogni voce custodisca una storia.
Se questo libro riuscirà ad aiutare qualcuno a creare un nuovo cerchio di ascolto, un laboratorio, un gruppo di narrazione, un momento di condivisione o semplicemente un’occasione in cui le persone possano incontrarsi attraverso la parola, allora avrà raggiunto il suo scopo. Perché quando alcune persone decidono di ascoltarsi davvero, può nascere un luogo che prima non esisteva. E spesso è proprio da quel luogo che cominciano le storie più importanti.



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