Miscellanea
Ci sono cose che non cercano una stanza precisa: arrivano, si posano un momento, ripartono. Miscellanea nasce così, come un luogo aperto dove tutto può trovare appoggio — appunti di passaggio, pensieri che non hanno ancora scelto una forma, racconti che si affacciano senza chiedere permesso, materiali che non vogliono essere incasellati.
Qui confluiscono tutti gli articoli di Lentopede: quelli che camminano accanto alle categorie e quelli che sfuggono ai bordi; le riflessioni nate per caso, le note che non sapevano dove stare, le voci che cercano un ritmo diverso. È uno spazio di attraversamento, non di raccolta; un tavolo grande dove ogni cosa può sostare senza dover spiegare da dove viene o dove andrà.
Non un archivio, non un cassetto: piuttosto un piccolo crocevia, un luogo di mescolanze e deviazioni, dove le parole si incontrano senza gerarchie e lasciano intravedere sentieri inattesi. Se qualcosa risuona, prendilo. Se qualcosa sfugge, lascialo andare. Qui tutto convive per un attimo, e poi riprende il suo cammino

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Lo scoppio di Monte Testaccio

Il libretto racconta lo scoppio della polveriera di Roma del 1891, evento reale che sconvolse la città. In versi popolari narra paura, ipotesi, coraggio dei militari e intervento del Re. La voce di Cosimi trasforma il disastro in memoria condivisa, mescolando cronaca, devozione e immaginario collettivo.
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I frati “zucconi”

I frati cercatori, spesso presi di mira dall’ironia popolare, partono per raccogliere offerte ma, tra goffaggini, vizi e tentativi maldestri di seduzione, finiscono umiliati e derisi. Tornano al convento “suonati” invece che vittoriosi.
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La guerra di Carlo

La registrazione di Carlo Roncolini, mezzadro e poeta in ottava rima, racconta la sua partenza per la Grande Guerra. Come molti toscani, affidò ai versi la memoria degli eventi: un patrimonio orale diffuso, usato per narrare guerra, vita contadina e storia collettiva.
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Cornuti e contenti

La festa dei becchi, legata all’11 novembre e a San Martino, celebra in chiave satirica i traditi coniugali. Tra origini pagane, riti propiziatori e usanze popolari, la ricorrenza ispira scherzi e racconti ironici come la storia ottocentesca dei “mariti becchi contenti

