Miscellanea
Ci sono cose che non cercano una stanza precisa: arrivano, si posano un momento, ripartono. Miscellanea nasce così, come un luogo aperto dove tutto può trovare appoggio — appunti di passaggio, pensieri che non hanno ancora scelto una forma, racconti che si affacciano senza chiedere permesso, materiali che non vogliono essere incasellati.
Qui confluiscono tutti gli articoli di Lentopede: quelli che camminano accanto alle categorie e quelli che sfuggono ai bordi; le riflessioni nate per caso, le note che non sapevano dove stare, le voci che cercano un ritmo diverso. È uno spazio di attraversamento, non di raccolta; un tavolo grande dove ogni cosa può sostare senza dover spiegare da dove viene o dove andrà.
Non un archivio, non un cassetto: piuttosto un piccolo crocevia, un luogo di mescolanze e deviazioni, dove le parole si incontrano senza gerarchie e lasciano intravedere sentieri inattesi. Se qualcosa risuona, prendilo. Se qualcosa sfugge, lascialo andare. Qui tutto convive per un attimo, e poi riprende il suo cammino

-
Trent’anni ribollini

Il testo celebra i trent’anni della Rassegna di poesia estemporanea di Ribolla, ripercorrendone storia, valori comunitari ed etici dell’ottava rima, il ruolo della voce e della presenza, e presentando una selezione commentata di contrasti e poeti dal 2014 al 2019.
-
Bruno Grassi

Ritratto affettuoso di Bruno Grassi, poeta estemporaneo nato nel 1925, che dopo decenni di silenzio tornò all’ottava rima nei primi Duemila. Figura schiva e generosa, cantò fino a tarda età, lasciando un segno profondo nella comunità poetica toscana.
-
La tipografia Salani

La storia di Giuseppe Mori, “contadino illetterato”, narra le origini della tipografia Salani, fondata nel 1862 da Adriano Salani, pioniera della stampa popolare. Il racconto si chiude col trasferimento in Viale Militare e cita anche Carolina Invernizio, autrice notissima.
-
Benito Mastacchini

Ritratto affettuoso di Benito Mastacchini, poeta improvvisatore unico per grazia, umanità e profondità. Il video mostra un contrasto con Enrico Rustici e testimonia la forza dell’ottava rima, il passaggio generazionale e la ricchezza culturale tra Maremma e Casentino.
-
Lo sgombero dell’Inferno

Il Niccheri descrive lo sgombero dell’Inferno per far posto a nuovi dannati. Sotto la guida di diavoli bizzarri, i peccatori (spie, ladri, strozzini) vengono trasferiti in una nuova sede. Il testo restaura ironicamente il “covo” infernale con un linguaggio popolare e satirico.
