Sabato Grasso 2017: la veglia

 

Anche quest’anno è andato. Il carnevale che finisce lascia sempre un po’ di amaro in bocca e un pizzico di nostalgia. Specialmente quest’anno la veglia è stata veramente frizzante grazie soprattutto alla presenza di Donato De Acutis, che ha allietato tutti col suo organetto, e Giampiero Giamogante che abbiamo scoperto essere un comandante di quadriglia di tutto rispetto. E tra una polca e un dolce e un goccio di vinsanto si è pure sentita qualche ottava: di quelle belle ottave che nascono così senza un tema assegnato e che prendono corpo a mano a mano che i poeti prendono vigore. Mai come nel canto a braccio è il caso di dire che l’appetito vien mangiando. Sarà forse una specie d’infezione che si propaga tra i tavoli dei poeti ma più si canta e più si canterebbe e il canto cresce come il pane nella caldana e da quel pane si leva un pizzico di pasta che sarà nuovo pane domani.

Brutte bestie i poeti. A volte sembrano docili agnellini fin troppo schivi. Altre volte lupi pronti a saltare alla gola del malcapitato di turno. Girano l’uno intorno all’altro. Si annusano e si allontanano per tornare ad annusarsi. Poi si guardano di sottecchi e par quasi che ringhino in quel lasso di tempo nel quale sono costretti al silenzio dall’altro poeta che canta. Già! Il silenzio. L’etica della comunicazione. I poeti son tutti egocentrici diceva un vecchio studioso dell’ottava rima. Egocentrici però che sanno stare al loro posto; che sanno tacere per ascoltare; che rispondono a tono. E che tono. Un tono vecchio di secoli sempre uguale e sempre diverso. Fammi sentire come canti e di dirò da dove vieni.

Ma lasciamo le riflessioni sui poeti: ne parleremo in un’altra occasione.
La serata è finita con una quarantina di minuti di terzine improvvisate tutte dedicate ad una giovane fanciulla che risponde al nome di Silvia e che (speriamo di no) non vedremo mai più alle nostre agitatissime veglie.

Bravi tutti i ragazzi dell’azienda agricola La Fonte: precisi, semplici e sempre cordialissimi. Ottimi cuochi ed ottimi amici.
Qualcuno si chiederà perché non pubblico né video né foto della serata. semplice: mi sono dimenticato la fotocamera a casa.

Va bene. Un video lo pubblico.

 



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