Storia di Lorenzuccio

a storia di Lorenzuccio, molto conosciuta in Valtiberina, è una composizione del poeta Domenico Dell'Omarino poeta di Upacchi frazione del comune di Anghiari in provincia di Arezzo.

La storia narra le vicende di Lorenzuccio che si promise sposo a cinque donne e chi delle donne si prende gioco fa la fine di Lorenzuccio come dice un vecchio detto della Valtiberina.

Ogni tanto mi chiamano il poeta
Di questa bella valle tiberina,
Ormai non posso stare a lingua quieta
Benchè in oggi sia l'arte più meschina.
E fui pregato a tenerla segreta
Dalla Gigia, la Rosa e la Santina ;
Ma la Teresa insiem con la Vittoria
M'han pregato di fare quest'istoria.

Vi serva, o Giovinotti, per memoria…
Qual luminoso esempio a tutte l'ore,
Quindi con minor pompa e vanagloria
Con più rispetto farete all'amore…
Se porgerete ascolto a questa storia,
Racconterovvi un fatto di stupore ;
Lorenzuccio, bel giovane e garbato
Fu da cinque ragazze bastonato.

Questo in buona famiglia egl' era nato,
Appena il quarto lustro avea compito
Con parole amorose ha domandato
Alla Santina se volea marito…
È da gran tempo che sono innamorato,
Oggi ho proprio di amarti stabilito;
E dentro un mese, quand' io ti garbassi,
Ti faccio giuramento di sposarti.

Ed io sarei crudel, se non ti amassi
Quando dici davvero di sposarmi,
Pria che verso di me tu muova i passi
Pensaci ben, se fai per canzonarmi !...
Non voglio camminar cogli occhi bassi ;
Stimo l'onore e devi rispettarmi.
Egli soggiunse : - Da questo momento,
D'esser tuo sposo faccio giuramento.

Lorenzuccio partì, lieto e contento,
Rimase la Santina soddisfatta…
Arriva dalla Gigia come un vento,
E di chiederle amor presto s'adatta,
Dicendo : Il Padre mio saria contento,
E se tu sei d'accordo, è bell'e fatto.
La Gigia a tal richiesta un' le par vero,
I promette d'amarlo per davvero,

Vivi tranquilla, ti sarò sincero…
Dentro due mesi, s'uniran due cuori
E di goderti in pace e amore io spero…
Di più faccio contento i genitori.
T’ hanno sempre lodato, a dire il vero…
E tu co' tuoi begl’occhi m’innamori,
Se sto a mirarti una giornata intera,
Ti giuro, o Gigia, non mi si fa sera.

Se dici di sposarmi in primavera
Nella bella stagion che spira amore,
Ti consacro mia vita tutt' intera,
E ti darò le chiavi del mio cuore…
Sarà l'amata tua tanto sincera,
E quando avrai del mio giardino il fiore,
Di castità, d'onore e di fraganza,
Lieto e contento, ti farò abbastanza.

Addio le dice Renzo mia speranza,
A mezza settimana avrai l'avviso…
Un miglio ancor non era di distanza,
Si scontra nella Rosa all'improvviso…
La giovanetta era bella abbastanza.
Buon dì che fai, angiol del paradiso,
Beato chi sarà tuo fido amante,
E godrà tue bellezze, che n'hai tante.

Potria goderle chi mi sta dinante
Quando la mia persona gli piacesse…
Lo volesser del Ciel, l'anime Sante,
Che questa grazia Iddio mi concedesse…
Queste mie rozze rime un' son bastante
A dirvi i complimenti che facesse !
Lorenzuccio alla Rosa fa un pizzicotto,
Eppoi le dice: - Addio a oggi a otto.

Rosa crede aver vinto un terno al Lotto,
Le par mill' anni farlo dire in Chiesa…
Nel medesimo giorno fece motto
E lo stesso promesse alla Teresa.
Lei che ben conoscea questo merlotto
Le finge sì d'esser d'amore accesa…
Gli promette d'amarlo, e intento pensa
E dice fra sè, vo fare l'esperienza.

E quindi Lorenzuccio fa partenza,
Tutto contento e pieno d' allegria…
Alle quattro ragazze più non pensa.
Incontra la Vittoria per la via,
E subito le parla in confidenza
Le dice: Buona sera, anima mia…
Son tanti giorni che desiderai
Di ragionar con te, tanto bramai !

Fin dal momento ch'io ti rimirai,
Ognora fissa ti portai nel core…
Dio lo sa quante volte sospirai,
Ed ora voglio domandarti amore !
Altrimenti morir tu mi vedrai,
Se non avrò dal tuo giardino un fiore…
Maledirei quel giorno in cui son nato,
Se non posso sposarti, idolo amato.

Se come dici tu sei innamorato,
Ti do parola da fanciulla onesta,
Che fatto Pasqua andiamo dal Curato…
Rispose Renzo – Si la meglio è questa !
Dopo che tutte cinque ebbe fissato
Gli vengon tante idee su per la testa…
E non sapendo quale si pigliare

Si vien con sua madre a consigliare.
Le donne han per costume di ciarlare,
Ma questa vecchia per il suo figliolo…
Non vi so dir quanto lo vuol lodare
Come fosse nel mondo stato solo…
Ch'eran cinque ragazze a leticare
Le nuove andonno dall'uno a l'altro polo…
Un viaggiator tornando di Gallizia
Anche questo n'avea chiara notizia.

La Santa che di tutte ha più malizia,
L'altre quattro si mise a consigliare!
E poi si raccomanda alla Patrizia
Se un saluto a Lorenzo vuol portare…
Di farglielo sapere è di giustizia
Dirgli Giovedì sera vo' ballare,
E dirgli che all'un'ora io sarò alle celle
Che vo' parlarci al chiaro delle stelle !...

Se Lorenzuccio batte le pianelle
Consideratel voi, se all' amor fate…
Gli par mill’anni di veder le stelle,
Un'ora gli pareva tre giornate.
Ma ritorno a parlar delle zittelle…
Eran tutte e cinque preparate,
Con il bastone in man nella cantina,
Stando fuor della porta la Santina.

Lorenzuccio con furia s'incammina
Qual ramarro le strade attraversare,
E quando fu Egli presso alla Santina,
Dentro la cella lo invita a passare…
Gli tira il primo colpo Teresina,
E la Rosa il secondo a raddoppiare,
Insomma tutte cinque a più non posso
Al caro Lorenzuccio, sono addosso !...

Questa volta non gli giova l' esser grosso,
Parve al cader, la torre di Babelle…
E creder mi potete, che dall'osso
Più di due dita gli si alzò la pelle…
Quello che intesi, raccontar vi posso,
Che alfin riuscì a scappar tra le gonnelle!...,
La vita si salvò sotto un telajo
Gridando forte come un pentolajo.

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