Le statue di sotto gli ufizj

Della nostra bellissima Toscana

Foto di copertina di dalibro da Pixabay

el 1856, per volontà del Granduca Leopoldo II, furono realizzate e sistemate le statue degli uomini illustri che ornano l'esterno della Galleria degli Uffizi di Firenze. Gli uomini ritratti rappresentano le personalità più importanti della storia toscana tra medioevo ed Ottocento e sono suddivisi in mecenati, per esempio Cosimo I, artisti come Giotto e Leonardo Da Vinci, scienziati, come  Andrea Cisalpino, e difensori della patria come Farinata degli Uberti. Le statue sono ventotto e sono state "cantate" ad una ad una dall'intramontabile Niccheri che fu presumibilmente ispirato dalla loro installazione. La composizione non è tra le più rammentate del poeta fiorentino; vale tuttavia la pena di levarla dalle pieghe del tempo e renderla nuovamente disponibile per tutti coloro che la vorranno leggere e (magari!) ricantare in pubblico. La pubblicazione, della Stamperia Salani, è del 1878. Giova notare come il NIccheri, cantando di Pier Capponi faccia riferimento al famoso aneddoto circa l'alterco tra i due condottieri: Carlo VIII da una parte e il Capponi dall'altra; la memoria popolare ricorda le minacce mosse da Carlo VIII: «Suoneremo le nostre trombe!» alla quale Capponi rispose con: « E noialtri suoneremo le campane!».

Le statue di sotto gli Ufizj in Firenze

Ottave improvvisate da Giuseppe Moroni detto il Niccheri (illetterato)

Composizione nella quale il Poeta racconta l'onore e la capacità degli illustri eroi defunti.

Eterno dei padroni, il padron siete
Di Mare, Terra, Cielo e firmamento;
La coppia, nel giardin, creato avete
E gli deste dovuti sentimenti;
Solo per popolar che voi potete
Per corredar la Terra di viventi;
Vari linguaggi in queste parti e in quelle
Di più pensieri nell' opere belle.

Tutti simili in carne, in ossa e in pelle,
Con uno sguardo di fisico umano,
E per tutti la Luna, Sole e stelle,
Da ponente a levante e oltremontano.
Forza gran Dio possa seguitar quelle
Da immaginare e di formare il piano,
Agli Ufizj mi volto, eccomi a voi
L'elogio ai toschi dei defunti eroi.

Andrea Orgagna.
Osservatore, se rifletter vuoi
Guida, ingegno, virtude il bello crea,
E palesare alla nazione de' tuoi
I bei disegni dell' Orgagna Andrea;
Vecchi e rivecchi dei defunti suoi,
Se un altro eguale a questo se n'avea
Delle Logge l'autore, a fare intese
Architettura di più ricche imprese.

Michelangiolo Buonarroti.
Si onori il Buonarroti da Caprese
La nazion di un'eroe magno e fedele;
Quattro talenti alla nazione stese
Di pittura, scultura, in marmi e in tele;
E che Firenze libero ne rese
Il ver patriotto, Angiolo-Michele,
E seppe discacciare ogni birbante...
Il guerrier fido delle Porte Sante,

Dante Alighieri.
Musa profonda dei Toscani, il Dante,
Il nobil cittadin, nostro Alighieri,
Alla filosofia ricco e brillante
Purgò il linguaggio e corredò i pensieri;
E nell'opera sua fatto gigante
A Campaldino nei primi guerrieri,
Lui il Purgatorio, Paradiso e Inferno
Fenomeno terren, poeta eterno!

Giotto.
Voi di Mugello nato nell'interno
Giotto felice, là da Vespignano,
Prodigiose pitture in ogni esterno
A Brescia, a Roma, Firenze e Milano,
Nelle pietre, ne'marmi, nel quaderno,
L'architettura al popolo italiano,
Da non trovare paragone simile...
Vi basti, per esempio, il Campanile.

Donatello.
E per l' opere sue, magne e gentile
Il lavor di mazzuolo e di scalpello,
Che percorreva l'età giovanile
E col pensiero gli scopriva il bello;
Dotato, da natura, a ingegno e stile,
Santa immaginazion di Donatello,
Nei pergami, nei templi e i monumenti
Che ha lasciato il modello dei talenti.

Arnolfo.
E d'Arnolfo i più vasti sentimenti
Della Cupola magna fu l' autore;
La disegnò sù sù dai fondamenti
Che resta impressa a ogni viaggiatore,
Piena di sguardi; e il Duomo si rammenti
Chiamato fù Santa Maria del Fiore;
Dall'età sparve e passò all'altra vita
La lasciò da ogni parte costruita.

Brunellesco e Ghiberti.
Fe' Brunellesco l' opera compita
Ché di bellezze la venisse piena;
E l' ebbe da ogni parte rivestita
Di palla, di terrazza e pergamena,
Ma Brunellesco tiene altra partita
Col Ghiberti, meccanico di vena;
Da rimembrare con pupille accorte
Di San Giovanni le sacrate porte.

Cosimo de' Medici.
Cosimo Pater, e per la Patria forte
Nei ben comuni Lui mette le mane
Cercò di aprir lavori di più sorte
Chè l'operaio si guadagnasse il pane,
E alla povera gente maggior sorte
Fabbriche aprire di tessute lane;
Vivean tranquilli con il lor guadagno,
Che per la patria non v'era il compagno.

Lorenzo il Magnifico.
Lasciò il nipote suo Lorenzo il Magno;
Tentano, i Pazzi, una congiura a quello,
Con altri in Chiesa posava il calcagno
E a fianco gli fu morto un suo fratello.
Si battè fitto, in sanguinoso bagno,
Vincitor di stiletti e di coltello...
Tre meriti ha il Magnifico sincero
D'architetto, poeta e di guerriero.

Leonardo da Vinci.
E Leonardo da Vinci il mondo intero
Gode le sue virtù, bravo toscano;
Che raffinò il maestro col pensiero
D'un Angiolo volante; che a Milano,
La nascita di Cristo e il Batistero
Dodici Apostoli fatti di sua mano,
In Chiesa, in Galleria gli è suo lavoro
Che non vi è somma da pagarlo in oro!

Raffaello d' Urbino.
E di Urbino il ricchissimo tesoro
Miracoli facea col suo pennello;
Tutto del Vatican le sale a loro
Che ha pitturato il bello sopra il bello;
Nei sacri altari nel celeste Coro
Non vi è pittor che non sia Raffaello,
Tàbor il monte, un quadro mai fu visto
La Trasfigurazion di Gesù Cristo.

Leon Batista Alberti.
Gode Firenze di virtude un misto,
Sol quelle di Leon Batista Alberti;
Santa Maria Novella il bene acquisto
L'autor fu lui perciò gli ha pregio e merti;
Architetto ed astronomo provvisto
Di belle idee ci lasciò dati certi;
L'astronomia di lui legger si pole:
Dice sette colori gli abbia il Sole!

Pier Capponi.
Di Pier Capponi le celebri scuole
Di quando Carlo Ottavo passò i confini,
E venne quà con barbare parole
Che volea imponer legge ai Fiorentini;
- Firma! disse al Capponi... - Non si pole,
Ch'io firmi alli tuoi barbari indovini!...
Se non firmi, sarete mal sicuri,
Farò dar nelle trombe e nei tamburi!...

Risposta del Capponi A CARLO OTTAVO
Rispose Piero: - Male ti misuri!
Vedrai che le tue leggi saran vane;
Se fai dar nelle trombe e nei tamburi
IO FARÒ DARE NELLE MIE CAMPANE !
Ti scuoterò gli acerbi ed i maturi
E nemmeno un francese ti rimane :
Le leggi gli strappò... Partir tu puoi,
E vanne in Francia a comandare a' tuoi!

Francesco Ferrucci.
Tra i valorosi e prodigiosi eroi
Il gran Ferrucci, Commissario in guerra
E' fu capace coi soldati suoi
Di levar gli Spagnuoli di Volterra ;
Prato, Pistoia, San Marcello, e poi
Contro i Tedeschi: e pugnò per sua terra.
Sepolto è il gran guerriero a Gavinana
Morì con il vessil dentro sua mana.

Farinata degli Uberti.
Dei Guelfi e i Ghibellin le guerre appiana
L'eroe ver, Farinata degli Uberti;
Dovè partir dalla porta Romana
E ritirarsi a Siena, ai colli aperti.
Un plico di politica vi arcana,
Che i Guelfi vincitor sarebber certi,
Partono impronti, premuniti e attenti
Ea Montaperti vi restorno spenti!

Seguitò i valorosi sentimenti :
E ad Empoli si ferma con l'armata,
Firenze gli era pieno di lamenti
Sentivan dir dovea esser bruciata;
Ma lui disse di no: - La si frequenti
La salverà col ferro, Farinata ;
Ritornò dentro, a pro della sua azione
E sistemò i delitti e la nazione.

Francesco Petrarca.
E di Petrarca la decorazione
Contorna il Campidoglio di decoro,
Che acquistò il merto delle tre corone
Di lauro, mirto e verdeggiante alloro.
I benefizi di popolazione,
I versi suoi risplendan più dell' oro,
Di profonda virtù, vastosa idea,
Nei doni ricchi della rupe Ascrea.

Galileo Galilei.
Galileo Galilei, Pisa d'Ascrèa
Nacque un ingegno sopra al naturale;
Tre meccanismi da giovine crea
La lampana, orologio e il canocchiale,
L'atmosfere, le stelle, la marea,
Contemplator che non vi fu l'eguale;
E a Giosuè sbugiarda le parole
Dice; Gira la terra, e non il Sole!

Amerigo Vespucci.
Amerigo Vespucci vantar pole
Raddoppiar di Colombo le scoperte;
Un bastimento dalla Spagna vòle
E va' pilota, là, sull' onde aperte:
Alle coste di Paria ferma sua mole
E si fa guida per le vie deserte;
Tra le belve, selvaggi, l'idre e jene
Che il suo nome l'America lo tiene.

Giovanni Boccaccio.
Di Boccaccio osservate il bello e il bene
Scrittor, poeta in tutte le fazione;
Di Virgilio alla tomba si trattiene
Delle Cento Novelle che si tiene
Le copie scrisse il suo Decamerone;
Tre memorie lasciò l'eroe gagliardo
Una a Firenze, a Napoli e a Certaldo.

Giovanni delle Bande Nere.
Il coraggioso fiorentin d'azzardo
Non temè del nemico le trincere;
Guadò due volte il Po senza riguardo
Il gran Giovanni delle Bande Nere;
E giunse a Roma il giovine gagliardo
Abile all' arme, a fare il suo dovere;
Per la patria pugnò, fu vincitore,
L'eroe guerrier della città del Fiore!

Benvenuto Cellini.
Giuditta e del Persèo il gran valore
Sarà memoria eterna ai Fiorentini;
Sì del nobile artista, fondatore
Di Benvenuto il celebre Cellini.
E l'arte degli orefici il maggiore,
Di gemme, di brillanti e di rubini;
A Roma, a Jesi e più parte del mondo.
Nei talenti meccanico profondo.

Guido Aretino.
E voi scrittore nobile e giocondo
Raffinasti il volgare ed il latino,
L'opere vostre son per tutto il mondo
Sol basta il nome di Guido Aretino
Così dice la storia, e non abbondo,
Di questo nobil magno cittadino.
Di musica il corredo fu sua dote
Nei ricchi scritti delle sacre note.

Sant Antonino.
Voi Sant Antonio, degno sacerdote.
Ver mediatore di tante partite,
Negli anni che Firenze il male scuote
Le prostitute furono smarrite;
Lo scandalo facea arrossir le gote..
E lui ripieno di bontà infinite,
Fu vantaggioso alla popolazione:
La vera guida della Religione.

Guicciardini.
Del Guicciardini la soddisfazione
L'opere sue fur scritte, sacre penne,
Che diedoro i vantaggi alla nazione
Che per la patria i suoi diritti ottenne;
E diede i lumi alla popolazione
Il gran Francesco, storico solenne;
E per le opere sue, pensier divini
Questo magno Francesco Guicciardini.

Niccolò Machiavelli.
Se leggete la Storia, o Fiorentini,
Quanto fu il Machiavelli necessario,
Negli anni là dei Guelfi e Ghibellini
Macchiavelli dei Dieci segretario;
Ambasciatore, oltrepassò i confini
In Francia, a Roma e a Valentin Vicario,
Che giostraa per la patria, in ogni via
E i difetti segreti gli scopria.

E al partito de' suoi e' riferìa
Di quei birbanti le contradizione;
Che soffrì dagli infami tirannìa
Alle torture dell' Inquisizione.
Ma Niccolò più vegeto sortia
Per amor grande della sua nazione;
Dei birbanti scoprì tutta la pianta,
La politica sua fu sacrosanta.

Niccola Pisano.
Ti meriti se il popolo ti vanta
Nazion di Ascrèa Niccola Pisano;
La tua virtù per tutto il mondo è spanta
Pennelli, seste, in vostra ricca mano,
La virtù degli eroi non fu mai infranta;
Roma, Firenze, Bergamo, Milano,
Possiede tre virtù di ricco ingegno
Pittura, Architettura e per disegno.

Paolo Mascagni.
Sei talenti hanno fatto l'uomo degno,
Tra questi vi è anche Paolo Mascagni;
Che i professor teneva bene a segno
Là del Collegio medico i guadagni;
Ei nella Chirurgia, ricco d'ingegno,
Insegnava gli esami a'suoi compagni;
Profonda sua virtù, vastosa e piena
Di due Università, a Pisa e Siena,

Francesco Redi.
Se l'umano la vipera avvelena,
Vi nacque il professor co'suoi rimedi;
Non vi è bisogno d'allentar la vena
Per i talenti di Francesco Redi.
Chimico in tutto, da non soffrir pena,
La sua scuola lasciò di bei corredi;
E la scuola da lui si dipartìa.
Poeta, e professor di chirurgia.

Accorso.
Nei dati doni della poesia
Vi nacque Accorso, in terre fiorentine;
Da grande la famiglia portò via
E passò di Bologna le colline.
Scrittor, poeta, per città e per via,
Compositore di opere latine;
Che memoria ha lasciato in ogni parte
Questo scrittor, che ha dato luce all'arte.

Pier Antonio Micheli.
Il professor botanico di Marte
Godi Fiorenza dei fiori il costume;
Pier Antonio Micheli in ogni parte
Che fece lume a chi non avea lume.
Giardinieri leggete le sue carte
In domestiche piante e in selvaggiume;
Che di vent' anni partì da Fiorenza
Coi ricchi doni della sua sapienza!

E tragittò la lunga sua partenza
A produrre i corredi di natura;
Milano, Parma, Modena e Piacenza
A insegnar l'arte dell'agricoltura.
Andò in Germania, fe’gran permanenza
Di là tornando alle paterne mura;
Che il suo talento fu tanto bastante
Che diede i nomi a quattromila piante!

Andrea Cesalpino.
Di Cesalpino Andrea, giovin brillante
Nacque in Arezzo di buon naturale;
Questo originator di varie piante
Si affezionò all'idee medicinale.
Nell' Università si fe' gigante
Che al par di questo non vi era l'eguale;
Nella scuola di bella professione
Cesalpino, tra quelli, era il campione.
Se composi gli eroi della Nazione

Da illetterato, il Niccheri, qui appiana;
Sol per natura e genio di passione
Inchiostro e penna da me fu lontana.
lo, per la patria mia, ebbi ambizione
Della nostra bellissima Toscana.
Di quei che a noi lasciorno arte e dottrine
Che stan nei marmi statue divine !

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