I destini d’Europa

Contrasto poetico tra un vecchio e quattro giovanetti sui destini d’Europa


Una mattina per combinazione
tranquillo attraversavo i giardinetti
quando notai un bel gruppo di persone
intorno a un vecchio e quattro giovanetti
capii che c’era in corso una questione
per ascoltare tutto anch’io ristetti
intesi che parlavan di quattrini
di leggi di bilancio e di confini.

Diceva il vecchio ai quattro ragazzini
che nonno potea esser di costoro
rispondevan così quei malandrini
che il mondo conoscevano da loro
tra gli astanti i figuri più meschini
aizzavano alla rissa ed al disdoro:
i loro detti vengo a riportare
ma il loro dir non voglio giudicare.

«Noi che tanti anni abbiamo da Campare
moderni ci chiamiamo con orgoglio
dentro l’Europa ci vogliamo stare
in pace come vuol papa Bergoglio
il mondo ormai è solo un grande mare
chi naviga da solo in qualche scoglio
o prima o dopo cozza e cola a picco
se per aiuto ha solo cime e scricco.».

«Io che son vecchio e di esperienze ricco
vi voglio indurre ad un ragionamento
c’è chi può far la vita da sceicco
chi pranzo e cena mette insieme a stento
poi arriva sempre qualche bel cacicco
che tutti vuol condurre a salvamento
ed i moderni con poco cervello
cascano a mollo con scarpe e cappello»

«Tu che oramai sei fatto vecchiarello
capir non puoi la forza dell’unione
se un giorno caschi dentro a un mulinello
ci vuole chi ti porta a salvazione
perciò l’Europa è l’ottimo modello
che rende più sicura ogni nazione
che stempera i conflitti e che corregge
le differenze in una sola legge.».

«Ma dalla povertà chi ci protegge?
Chi porterà il lavoro e la giustizia?
La pace è un valore che si regge
sull’opre che rifuggon la nequizia.
Invece ognuno al proprio libro legge
pagine d’odio e versi di malizia
e per far sì che non si avanzi insieme
sparge per tutto dell’invidia il seme»

«Guarda l’economia fiaccata geme
di questi tuoi retrogradi discorsi
farti capir l’errore assai ci preme
per non tornare ai miseri trascorsi
all’europarlamento ognuno teme
che i tuoi coevi tornino a proporsi
e torni il vizio delli tempi tuoi
per farti ancora munger ciò che vuoi»

«Oh giovinastri ho compassion di voi
che vi credete figli del progresso
vedete i calciatori come eroi
e ricercate i soldi ed il successo
vi siete trasformati in avvoltoi
pronti a sfruttar del prossimo il decesso
ma il giorno che la vita in male muta
non avrete un amico che vi aiuta.».

«Troppo veleno la tua bocca sputa
Vorresti essere giovane e scattante
la barba invece ti trovi canuta
il passo corto ed il respiro ansante
la vita tua già tutta l’hai vissuta
dal tempo nostro sei troppo distante
perché per il diluvio universale
già fatto avei la quinta ginnasiale.».

«In tutto l’emisfero boreale
trovare non si può testa più sciocca
di chi attaccato sta al telegiornale
e su Facebook a ogni notizia abbocca
ridotto è ormai lo stato nazionale
a un arreso castello che dirocca
sotto i colpi dei barbari germani
che schiacciano l’Italia e gl’Italiani.».

«Non vuoi proprio vedere il bel domani
che questa grande Europa ci prepara
da Malta dall’Irlanda e dai Balcani
il capitale tutti ci ripara
i Belgi i Francesi e anche gl’Ispani
cooperano e più non fanno a gara
coi Greci con gli Austriaci e coi Rumeni
perché abbiam tutti i forzieri pieni.».

«Questi discorsi squinternati e ameni
non voglio più sentir giovani cari
il mondo avete empito di veleni
e fate far carriera anche ai somari
ormai è tardi per tirare i freni
al peggio e ben che ognuno si prepari
chi al monitore non suol dare ascolto
dall’ingiustizia un dì sarà travolto.».

Venne il discorso a ‘sta chiosa sepolto
ripresi dunque a camminar per via
però pensai che l’uomo è fatto stolto
e al pensiero soffre di allergia
il senso di giustizia è capovolto
inflazionata è la democrazia
e coll’idea del libero mercato
il ricco ingrassa e il povero è spacciato.

È questo il mondo che hanno preparato
i grandi pensator che tutto sanno
ma che la testa mai hanno piegato
e forse in vita mai la piegheranno.
Quel poco che ho da dir ve l’ho cantato
pertanto quelli che concorderanno
e quelli che saranno discordanti
li saluta Marco Betti tutti quanti.

18 novembre 2018

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