Domenico Gamberi

Foto di copertina di: Marco Betti

Una Maremma vasta come il mondo. Settantacinque anni e non sentirli. Chi è Domenico Gamberi. Un campione dell'Italia migliore: quella che tutti vorremmo. Lavoro, tenerezza, amore per la poesia. Altro che Cavaliere, per lui non basterebbe un riconoscimento UNESCO. Ieri è stato festeggiato dai suoi amici di sempre, nella sala conferenze della Coop di Ribolla. C'eravamo tutti. Da Pietro Clemente a Emilio Meliani (vedi foto). A mio fratello Corrado Barontini. Ad Alessandro Bencistà. A Elino Rossi e Mauro Chechi. A Giampiero Giammogante e Marco Betti. A Lisetta Luchini, Nevia Grazzini e Gabriella Pizzetti. Alla brava e dolcissima Irene Marconi, soprattutto, la vera erede del testimone di Domenichino. C'erano tutti i suoi cari, ovviamente. Chi presente in sala chi in collegamento. Chi ha portato un ricordo chi ha cantato un'ottava. Un momento splendido di cultura e umanità. Grazie, amiche e amici: sempre rinasce la speranza, solo a guardarvi negli occhi. E io? Io faccio il petto gonfio, perché tra poco riceverò una copia del libro che gli abbiamo dedicato: con tanto di dedica autografa. All'attacco! (Antonello Ricci)

uando si festeggia un amico è sempre un bel momento, gravido di ricordi e di buoni propositi; anche in tempi di libertà violate come quello corrente che ci ha costretti, nostro malgrado, a restare lontani dal festeggiato e a collegarci, come sempre più spesso accade, da lontano attraverso internet che è diventata necessaria quasi quanto l'acqua. Tracciare un ritratto di Domenico Gamberi non è un'impresa facile perché è una delle colonne che reggono il mondo dell'ottava rima; è il mentore del festival di Ribolla dal quale tutti i poeti, o prima o poi devono passare. Fortunatamente per noi abbiamo potuto "rubare" due scritti dei professori Antonello Ricci e Pietro Clemente che meglio di noi sono riusciti a ritrarlo. Un grazie particolare all'associazione culturale Sergio Lampis di Ribolla che ha voluto rendere omaggio al suo Ex presidente facendo curare al prof Clemente, un libro per festeggiare i ¾ di secolo di Domenico.

Caro Domenico

di Pietro Clemente

Eravamo connessi su Google meet da remoto, chi a Siena, chi a Firenze, chi a Grosseto, ma anche in Germania ed altrove,
ma a Ribolla in una sala della Coop c’era un drappello di coraggiosi sanificati e distanziati con al centro lui: Domenico Gamberi, il festeggiato. Un po’ disorientato, ma scherzoso e vivace come sempre, Domenico ha ricevuto il libretto "Ciao Domenico" che gli è stato dedicato per il suoi meriti di organizzatore di cultura e di uomo amichevole, appassionato, maestro di volontariato. Con un cappello giallo Domenico è stato al centro della serata, tra lo schermo dal quale lo guardavamo e dove lui ci vedeva, e la piccola comunità radunata alle sue spalle.
Era ieri 11 febbraio alle 16,30 , su facebook la diretta era nella pagina della Associazione Sergio Lampis Improvvisar Cantando . Da lui fondata e presieduta, ed ora affidata a Irene Marconi, poetessa d’improvvisazione (e assessora di Massa Marittima), giovane e donna.
Facciamo un passo indietro.
Ribolla è stato un paese di miniera. Miniera di carbone. Noto forse soprattutto per la grande esplosione di grisou del 4 maggio 1954 dove morirono 43 minatori . Oggi è una frazione di Roccastrada, vivace e in crescita, con attività agricole e cooperazione. Domenico Gamberi ha vissuto la lunga storia di questa comunità: aveva 9 anni quando ci fu l’esplosione, poi ha lavorato in varie miniere del territorio maremmano, ha fatto anche il falegname, è stato sindacalista e militante della sinistra. Negli anni ’90, inseguendo la passione per l’improvvisazione poetica in ottava rima e le tradizioni popolari del territorio (i gruppi di cantori del maggio sono vivacissimi in Maremma), si è fatto protagonista di un incontro annuale di poesia che ha rianimato questa tradizione canora, e ha messo in piedi associazionismo, volontariato di beneficenza, reti di appassionati di poesia e di cantori (laziali, abruzzesi, sardi, corsi) , diventando il promotore riconosciuto di questo genere di poesia cantata e improvvisata. Nel libro che gli abbiamo donato ci sono tanti poeti che gli hanno dedicato dei versi. E ieri sera erano presenti fisicamente a Ribolla alcuni dei principali poeti improvvisatori che gli hanno reso omaggio in versi. Dal libro ho scelto queste due ottave perché c’è anche la storia di Domenico.

FERNANDO TIZZI
Tu che un tempo facesti il minatore
E hai conosciuto quel duro lavoro
La poesia la porti dentro il cuore
L’hai custodita come un gran tesoro
A Ribolla hai invitato ogni cantore
Hai portato armonia, grazia e ristoro
E nella vita non tieni segreti
Auguri a te maestro tra i poeti.

MARCO BETTI
Falegname poeta e minatore
col tantissimo impegno dedicato
preserva dell’ottava l’alto onore
diffondendo il bel canto improvvisato
per questo lo scrivente dentro al cuore
lo serba come mentore fidato
augurandogli tanti anni di allegria
di salute di opulenza e di poesia.

Insomma il libro nasce dall’idea di chiedere per Domenico il riconoscimento di ‘cavaliere della Repubblica per meriti culturali’ . Ci piace tanto l’idea che sia riconosciuto a un uomo come lui un merito culturale, perché significa anche che la cultura non è solo quella dei sapientoni ma è quella della gente e c’è una grande cultura popolare non riconosciuta, di cui fa parte l’improvvisazione poetica. Tra l’altro già riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale nella modalità proposta da Cipro. Domenico è diventato riferimento e simbolo del mondo del patrimonio culturale immateriale della Maremma , con la sua schiettezza e sincerità, senza interessi personali, ed è anche l’asse di una doppia comunità ‘patrimoniale’, quella dei poeti improvvisatori, e quella degli abitanti di Ribolla e dintorni che amano la poesia e il canto del maggio. Per chi gli ha donato quel libretto Domenico è già nella mente e nel cuore Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Santo subito.
Così comincia la richiesta di questo riconoscimento:
<< Organizzatore culturale particolare, Domenico Gamberi nasce a Roccastrada il 5 agosto del 1945, in un podere, in una famiglia di contadini e minatori; studia fino alla quinta elementare, poi diventa apprendista in una falegnameria e falegname, quindi entra in miniera dove lavora fino alla pensione, facendo tutta la trafila, da operaio ad armatore a caposquadra. Diventa attivista del PCI e della CGIL. Sposatosi nel 1970 vive a Ribolla, ha due figlie. Nel rapporto con amici e compagni di lavoro si appassiona alla poesia improvvisata e comincia a registrare manifestazioni e fare interviste ai poeti. Nei primi anni novanta, insieme con altri attivi protagonisti della cultura popolare in Maremma e in Toscana, comincia a promuovere iniziative culturali dedicate a riprendere la tradizione dei contrasti in ottava rima, e dell’improvvisazione poetica sul palco. Comincia a pensare alla realizzazione di un contesto specifico dedicato alla poesia estemporanea, e la prima iniziativa di rilievo avviene nel 1992. Come luogo della manifestazione viene scelto il circolo ARCI di Ribolla. Al suo interno, come una specie di intermezzo, le donne di Ribolla organizzano una merenda, e questa iniziativa diviene, così come la realizzazione dei “fogli volanti” (una semplice edizione in fotocopia che “segna” ogni singolo incontro). Nel 1991 era nata a Pianizzoli (Massa Marittima), in casa di Lio Banchi, poeta contadino, una scuola di improvvisazione in ottava rima che formò una nuova generazione di poeti e che attivò la poesia anche nel mondo femminile. >>
Da lì tante cose sono germinate e sbocciate. Fino al terribile 2020 e all’arrivo del virus che ha bloccato tutto. Il libretto voleva anche festeggiare Domenico in occasione dei suoi 75 anni e dei 50 di matrimonio. Ma è arrivato in ritardo per cause pandemiche. Ieri finalmente il libro è arrivato tra le sue mani. Vediamo in questa consegna un auspicio di primavera, di vaccino vicino, di ritorno al canto del maggio nelle sere del 30 Aprile, e di ritorno nell’aere della Toscana dell’aria del canto in ottave dei poeti. Grazie Domenico.
(le foto in bianconero tratte dal libro sono di Marco Muzzi)

Immagini dell'evento

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