La lontananza e il telefonino

La lontananza e il telefonino ─ Dedicato a chi ama l’ottava rima anche in tempo di Covid

Come ogni anno, lo scorso 8 febbraio si è svolto all’Agriturismo Podere Pianizzoli (Massa Marittima) l’incontro di poesia estemporanea in ottava rima dedicato a Lio Banchi (1929-2003), fondatore dell’Agriturismo, poeta estemporaneo e poeta del Maggio ancora oggi ricordato con affetto. Tanti erano i poeti presenti, sia laziali (o abruzzesi, come amano definirsi i poeti dell’Appennino della provincia di Rieti) che toscani, che hanno ragionato cantando intorno alla tavola imbandita. In quell’occasione, Emilio Meliani ha presentato il suo libro appena uscito e destinato a un pubblico di bambini e adulti, Le avventure di Pinocchio in rima (illustrazioni di Daria Palotti, Bientina, La Grafica Pisana, 2020), ben in vista in una delle riprese video che seguono.

Tra i contrasti di quella giornata, ne abbiamo scelto uno che ha come argomento un tema oggi attualissimo. Poche settimane prima del lockdown di marzo, quando non avremmo certo immaginato quello che sarebbe successo, Francesco Marconi si rammaricava con Marco Betti di non poter cantar con lui più spesso a causa della lontananza che li separa, ma Emilio Meliani è intervenuto per invitare Francesco a lanciare le sue ottave in un gruppo whatsapp che proprio Marco aveva creato qualche mese prima. Ne è sorto un vivace dibattito sul cantare in presenza o a distanza e mediati dalla tecnologia che, ascoltato in questi duri mesi di lontananza forzata, suscita ancora tante riflessioni.

La seconda ripresa video è un omaggio a Domenico Gamberi, infaticabile organizzatore degli incontri di Ribolla e di Pianizzoli, che proprio quest’anno festeggia i 50 anni di matrimonio con Grazia Papucci, che credo possiamo definire con affetto la first lady della poesia estemporanea in ottava rima. L’omaggio dei poeti, in quartine di endecasillabi (cantate da Pietro De Acutis, Dante Valentini, Giampiero Giamogante, Francesco Marconi, Emilio Meliani, Donato De Acutis, Enrico Rustici) accompagnate dall’organetto di Donato De Acutis, è stato un momento di grande emozione che ci piace ricordare rinnovando i nostri auguri a Grazia e Domenico.

One thought on “La lontananza e il telefonino”

  1. Siete splendidi ed io sono anni che avrei voluto frequentarvi, ma sia per l’età ed altre situazioni contingenti non mi hanno mai permesso di muovermi da Firenze.- Peccato!
    Ora sto preparando un libro con alcune poesie e sonetti che spero presto di pubblicare.- Mi piacerebbe presentarlo da Voi.- Se la cosa sarà possibile mi manterrò in contatto.-
    Con l’occasione vi invio quì una mia composizione con cui vinsi un concorso di “poesia estemporanea” nel lontano 1992 e che mi dette il via a comporre in endecasillabi.-
    Vi ringrazio per l’ospitalità
    Cordiali saluti
    Raoul Baracchi (alias Groppone da ….Calci)

    ATTUALITA’ DEI DIECI COMANDAMENTI
    1^ Sagra della Poesia estemporanea in Vernacolo
    “Comitato G.F. Tonini” Comune di Querceta (Lucca)
    Composizione 1^ classificata – Medaglia d’oro
    (Vernacolo fiorentino in endecasillabi)

    ^^^^^ì^^^

    L’Onnipotente, dall’alto di’ssu trono,
    chiamò Mosè di nuovo ai’ssu cospetto.
    Con voce preoccupata e sottotono
    disse: – Sveglia, suvvia, lèati dai’lletto,
    ‘chè i’dDemonio m’ha dat’informazioni
    che dinanzi alla porta dell’Inferno
    c’è una gran calca, son’anime a milioni,
    la cui ragione oggi non discerno .-
    Cosicchè, se a me un favor consenti,
    mi torni sulla Terra immantinente
    per constatar se que’ Comandamenti
    e gli’enno rispettati dalla gente.-

    Così scese solerte il gran patriarca
    e mescolossi in mezz’alle persone
    e di’cche vide, con penna poco parca ,
    forbitissima fece relazione.-
    Serio e corrusco , tornat’in sulla vetta
    di’nnuvolone in dòe gli stav’Iddio,
    dopo che gli ebbe l’informazione letta
    disse: – Che vo’saper’icchè ne penso io?
    In Terra ormai la gent’un ci’ha rispetto
    di qui’ dDecalogo di cui si fa quistione .-
    Per tòrre calca all’infernale ghetto
    c’è solo, m’assai grave soluzione!

    – Dimmi figliolo – diss’ i‘pPadreterno –
    Son preoccupato, ‘un voglio far’i’nnesci . –
    E l’altro: – Tu déi ’ngrandir l’Inferno
    o quell’antiche regole…arrovesci!! –

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